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Vaccinazioni utili nella prevenzione dei tumori

  • Immagine del redattore: Gruppo Sadel
    Gruppo Sadel
  • 3 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Non tutti sanno che esistono vaccini in grado di prevenire non solo malattie infettive, ma anche alcuni tipi di tumore. In particolare, due vaccinazioni rivestono un ruolo chiave nella prevenzione oncologica: quella contro il Papillomavirus umano (HPV) e quella contro il virus dell’epatite B (HBV). Questi virus sono infatti responsabili, rispettivamente, del carcinoma del collo dell’utero (oltre ad altri tumori anogenitali e di alcune sedi del cavo orale) e del carcinoma epatico (epatocarcinoma). Vaccinarsi significa proteggersi dall’infezione virale e, di conseguenza, ridurre drasticamente il rischio dei tumori ad essa correlati.

Vaccino contro l’HPV – prevenzione del tumore cervicale e di altri tumori correlati: L’HPV è un virus molto diffuso, trasmesso principalmente per via sessuale, di cui esistono numerosi ceppi; alcuni di essi (detti “ad alto rischio”, in primis HPV 16 e 18) possono causare lesioni che nel tempo evolvono in tumori. Il caso più noto è il carcinoma del collo dell’utero nelle donne, praticamente sempre associato a un’infezione persistente da HPV. L’introduzione della vaccinazione anti-HPV rappresenta una svolta storica nella lotta a questo tumore: il vaccino protegge infatti contro i ceppi di HPV più pericolosi. In Italia, il vaccino HPV è offerto gratuitamente attorno ai 12 anni di età sia alle bambine che ai bambini, prima dell’inizio dell’attività sessuale, per garantire la massima efficacia preventiva. Le evidenze mostrano che nelle popolazioni vaccinate l’incidenza di infezioni da HPV ad alto rischio e di lesioni precancerose cervicali crolla drasticamente. Oltre al tumore della cervice, il vaccino HPV contribuisce a prevenire anche altri tumori legati a questo virus (tumori di vagina e vulva, tumore anale e una parte dei tumori orofaringei). Sebbene la vaccinazione offra i massimi benefici se effettuata prima dell’esposizione al virus, è raccomandata anche in età successive (adolescenti e giovani adulti che non l’hanno ricevuta), con offerta gratuita estesa fino a 25-26 anni. È importante ricordare che, per le donne, vaccinarsi non elimina la necessità di aderire agli screening come il Pap-test o il test HPV, che rimangono fondamentali per la diagnosi precoce di eventuali lesioni non coperte dal vaccino.


Vaccino contro l’epatite B – prevenzione del carcinoma epatico: Il virus dell’epatite B (HBV) si trasmette attraverso il sangue e i fluidi corporei (un tempo avveniva anche tramite trasfusioni non controllate, oggi perlopiù per via sessuale o tramite aghi contaminati, oppure dalla madre al neonato al momento del parto se la madre è infetta). L’infezione da HBV può cronicizzare e portare, a distanza di anni, a gravi danni al fegato come cirrosi e al carcinoma epatocellulare (il principale tumore maligno del fegato). La vaccinazione anti-epatite B è disponibile dagli anni ‘80 e fa parte del calendario vaccinale italiano obbligatorio dal 1991: tutti i neonati vengono vaccinati nel primo anno di vita con tre dosi. Ciò ha portato a un drastico calo di nuove infezioni e oggi la stragrande maggioranza dei giovani sotto i 30 anni è immune all’HBV. Proteggere un individuo dall’epatite B significa praticamente azzerare il suo rischio di sviluppare in futuro un tumore al fegato causato da questo virus. Anche gli adulti non vaccinati da piccoli possono – e dovrebbero – recuperare la vaccinazione, soprattutto se appartengono a categorie a rischio (operatori sanitari, conviventi di portatori cronici, persone che per lavoro o stili di vita sono esposte al virus). Il vaccino è altamente efficace e sicuro, e ha come effetto indiretto la riduzione nel tempo dell’incidenza di carcinoma epatico legato all’HBV.


Le vaccinazioni contro HPV ed epatite B dimostrano come la prevenzione primaria possa fare passi da gigante nella lotta ai tumori. Attraverso un semplice ciclo vaccinale è possibile proteggersi da infezioni pericolose e al tempo stesso abbattere il rischio di sviluppare alcuni dei tumori più insidiosi. È fondamentale aderire ai programmi vaccinali offrendo ai più giovani questa opportunità di prevenzione, e recuperare la vaccinazione in età adulta se non la si è eseguita da ragazzi. La cultura della prevenzione passa anche da qui: ogni dose di vaccino somministrata oggi significa meno diagnosi di cancro domani e un futuro con meno sofferenza.

 
 
 

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