Controlli periodici e check-up: quando e perché farli
- Gruppo Sadel

- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La prevenzione non consiste solo nel mantenere uno stile di vita sano, ma anche nel monitorare regolarmente il proprio stato di salute. I check‑up periodici permettono di scoprire patologie in fase iniziale o fattori di rischio che possono essere corretti con tempestività. Sapere quali esami fare e con quale frequenza aiuta a programmare visite mirate, evitando sia eccessi di esami inutili sia lacune pericolose.

Controlli raccomandati per fascia di età
Da 20 a 40 anni: è consigliato un controllo generale ogni 2‑3 anni, includendo misurazione di pressione arteriosa, valutazione del peso e del girovita, test della glicemia e del colesterolo, oltre a un emocromo completo. Le donne dovrebbero eseguire regolarmente la visita ginecologica con Pap‑test o HPV test (ogni 3‑5 anni a partire dai 25 anni). Gli uomini possono sottoporsi a un controllo andrologico se avvertono disturbi.
Da 40 a 60 anni: i controlli diventano annuali. Oltre alle analisi di base (pressione, glicemia, profilo lipidico, funzionalità renale ed epatica), è utile effettuare un elettrocardiogramma per valutare la salute del cuore, soprattutto in presenza di familiarità. Le donne tra 50 e 69 anni dovrebbero aderire allo screening mammografico ogni due anni; gli uomini dai 50 anni possono valutare con l’urologo l’opportunità del dosaggio del PSA.
Over 60: in questa fascia d’età aumenta l’incidenza di malattie croniche. Il controllo dovrebbe includere la misurazione della pressione a ogni visita, il monitoraggio di glicemia e colesterolo, la valutazione della funzionalità tiroidea e renale e il controllo del sangue occulto nelle feci ogni due anni per la diagnosi precoce del cancro al colon. La densitometria ossea (MOC) è raccomandata per le donne in post‑menopausa e per gli uomini con fattori di rischio per l’osteoporosi. Nei fumatori o ex fumatori può essere consigliata una spirometria o, in alcuni casi, una TAC toracica a basso dosaggio per lo screening del carcinoma polmonare.
Perché fare i check‑up
Molte malattie, come ipertensione, diabete, colesterolo alto e alcune neoplasie, possono rimanere silenti per anni. La diagnosi precoce permette di intervenire con cambiamenti nello stile di vita, farmaci o procedure che evitano o ritardano complicanze gravi (infarti, ictus, insufficienza renale). I check‑up offrono anche l’opportunità di confrontarsi con il medico su sintomi vaghi o dubbi e ricevere consigli personalizzati su dieta, attività fisica e prevenzione delle malattie infettive (come le vaccinazioni stagionali). È importante ricordare che gli esami vanno interpretati da un professionista: le autodiagnosi e l’ansia da risultato possono essere dannose.
Come pianificare i controlli
Stabilire un rapporto di fiducia con il medico di famiglia è il punto di partenza: conoscendo la storia clinica, i fattori di rischio e gli eventuali precedenti familiari, il medico potrà indicare gli esami più appropriati e la frequenza adeguata. È utile annotare le date dei controlli e conservare i referti per seguire l’evoluzione dei parametri nel tempo. In caso di comparsa di sintomi inusuali (stanchezza persistente, sanguinamenti anomali, perdita di peso senza motivo, dolori toracici o addominali), non rimandare la visita, anche se l’ultimo check‑up è stato recente.
Conclusione
I check‑up periodici sono un investimento sulla propria salute. Attraverso un monitoraggio mirato e continuo si possono prevenire o gestire precocemente molte patologie. Programmare insieme al medico gli esami più indicati, rispondere agli inviti degli screening e non aspettare l’insorgenza dei sintomi per consultare un professionista rappresentano abitudini che migliorano la qualità e la durata della vita. La prevenzione è la chiave per vivere meglio e più a lungo.




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