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Prevenzione delle infezioni nelle RSA

  • Immagine del redattore: Gruppo Sadel
    Gruppo Sadel
  • 29 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) ospitano persone anziane o fragili, spesso con difese immunitarie ridotte e più suscettibili alle infezioni. In questi contesti comunitari il rischio di trasmissione di virus e batteri è elevato: lo si è visto drammaticamente durante la pandemia di COVID-19, ma anche influenza, gastroenteriti virali e altre infezioni possono propagarsi rapidamente tra gli ospiti se non si adottano misure rigorose. La prevenzione delle infezioni in RSA è quindi una priorità per proteggere la salute dei residenti e dello staff. Vediamo quali strategie sono fondamentali.

Igiene delle mani e misure barriera: La regola d’oro per prevenire la diffusione di agenti infettivi in qualsiasi comunità è una scrupolosa igiene delle mani. In RSA tutto il personale deve lavarsi o disinfettarsi le mani prima e dopo ogni contatto assistenziale con un ospite, dopo aver maneggiato materiali potenzialmente contaminati (es. biancheria sporca, presidi medici) e in generale frequentemente durante la giornata. Anche i visitatori dovrebbero igienizzare le mani all’ingresso e all’uscita della struttura e prima di toccare i propri cari: a tal fine i dispenser di gel alcolico andrebbero posizionati in punti strategici. Oltre alle mani, nelle situazioni a rischio è fondamentale l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI): guanti monouso e camici quando si assistono ospiti con ferite aperte o dispositivi invasivi (cateteri, flebo), mascherine chirurgiche o FFP2 in caso di malattie a trasmissione aerea (come COVID-19 o influenza, specie durante un focolaio interno). Il personale dev’essere formato sul corretto utilizzo dei DPI, e i guanti vanno cambiati tra un paziente e l’altro per non veicolare microbi da un ospite a un altro.


Vaccinazioni e controlli sanitari: Un pilastro per prevenire focolai in RSA è la vaccinazione di ospiti e operatori contro le malattie infettive prevenibili. Ogni autunno, ad esempio, è indispensabile organizzare la vaccinazione antinfluenzale per tutti i residenti e incoraggiarla fortemente tra gli operatori (per evitare che portino il virus dall’esterno all’interno). Analogamente, la vaccinazione contro il COVID-19 (incluse eventuali dosi di richiamo aggiornate) dovrebbe essere assicurata a ospiti e personale. Anche altre vaccinazioni, come l’antipneumococcica per prevenire polmoniti batteriche, sono raccomandate negli anziani fragili. Accanto alle vaccinazioni, è importante che il personale sanitario delle RSA si sottoponga a controlli periodici per alcune infezioni: ad esempio screening per la tubercolosi, tampone faringeo se richiesto in caso di faringiti da streptococco, o altri test previsti dai protocolli aziendali. Identificare precocemente eventuali portatori di infezioni permette di agire prima che il microbo si diffonda tra i degenti.


Sanificazione ambientale e gestione degli spazi: Mantenere l’ambiente pulito e disinfettato è essenziale per abbattere la carica microbica. Nelle RSA vanno seguiti protocolli di pulizia giornaliera e periodica: superfici toccate di frequente (maniglie, corrimano, pulsantiere, tavoli) devono essere disinfettate con regolarità, soprattutto durante la stagione invernale o in caso di focolai (es. epidemie di gastroenterite virale). Le stanze degli ospiti e gli ambienti comuni vanno arieggiati spesso, perché un buon ricambio d’aria diminuisce la concentrazione di eventuali patogeni in circolazione. Andrebbe evitato il sovraffollamento: mantenere distanza adeguata tra i letti nelle camere multiple e limitare assembramenti stretti aiuta a ridurre la trasmissione di infezioni respiratorie. Importante anche la gestione corretta della biancheria sporca e dei rifiuti: indossare guanti quando si maneggia biancheria contaminata da materiale biologico, raccoglierla in sacchi dedicati e procedere al lavaggio ad alta temperatura; smaltire correttamente i rifiuti a rischio (come pannoloni usati) in contenitori chiusi.


Isolamento e controllo dei focolai: Nonostante tutte le precauzioni, può capitare che in RSA insorga un caso di influenza, COVID-19, scabbia, gastroenterite o altre infezioni contagiose. È cruciale agire tempestivamente per contenere il focolaio. L’ospite malato va preferibilmente isolato nella propria stanza (sospendendo temporaneamente le attività comuni per lui), e il personale che lo assiste dovrebbe dedicarsi a quel caso specifico con DPI adeguati prima di passare ad altri ospiti (isolamento “a coorte” se ci sono più casi). Se si tratta di un’infezione respiratoria, si possono limitare o sospendere le visite dall’esterno finché il focolaio non è sotto controllo, o quantomeno richiedere ai visitatori di indossare mascherine. Il personale deve segnalare immediatamente alle autorità sanitarie competenti (Dipartimento di Prevenzione dell’ASL) la presenza di un sospetto focolaio infettivo in struttura, in modo da ricevere supporto nelle misure di controllo (ad esempio eseguire tamponi per identificare il patogeno e valutare provvedimenti come la profilassi antibiotica negli esposti, nel caso di meningite batterica, o la vaccinazione d’emergenza se c’è un caso di influenza in soggetti non vaccinati, ecc.). Anche i nuovi ingressi in RSA vanno gestiti con cautela: molte strutture, ad esempio, richiedono un tampone COVID negativo prima del ricovero e tengono monitorato il nuovo ospite per i primi giorni, così da evitare di introdurre infezioni.


Formazione e cultura della prevenzione: Tutte le misure elencate funzionano solo se c’è consapevolezza e collaborazione da parte di chi opera e vive in RSA. Il personale (medici, infermieri, OSS) deve ricevere formazione continua sulla prevenzione e il controllo delle infezioni: conoscere bene i protocolli (dal corretto lavaggio delle mani all’uso dei disinfettanti, dall’isolamento all’utilizzo dei DPI) assicura un’adesione convinta. Anche gli ospiti, per quanto possibile, e i loro familiari vanno coinvolti: spiegare l’importanza di lavarsi spesso le mani, di segnalare immediatamente se l’anziano ha febbre, tosse o altri sintomi, e di rispettare eventuali misure temporanee (ad esempio non visitare il proprio caro se si è influenzati, o indossare la mascherina durante una visita in periodo epidemico) aiuta a creare una cultura condivisa della sicurezza. Infine, la direzione della struttura deve sostenere attivamente queste iniziative, fornendo risorse adeguate (dai prodotti per l’igiene ai vaccini per tutti gli operatori e ospiti) e verificando che i protocolli vengano applicati correttamente.


Prevenire le infezioni nelle RSA richiede un impegno multidisciplinare e una vigilanza costante. Dall’igiene personale alle vaccinazioni, dalla sanificazione degli ambienti all’isolamento tempestivo di eventuali casi, ogni tassello è fondamentale per proteggere una popolazione vulnerabile. Sebbene non sia possibile azzerare completamente il rischio, l’applicazione rigorosa delle misure di prevenzione riduce drasticamente la probabilità di focolai e consente di contenere rapidamente eventuali episodi. Garantire un ambiente sicuro in RSA significa salvaguardare la salute e la dignità degli ospiti e tutelare anche il benessere degli operatori e dei familiari coinvolti nella loro cura: noi di Gruppo Baffa osserviamo tutte le norme per garantire un ambiente igienico eccellente.

 
 
 

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