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Tumore del colon-retto

  • Immagine del redattore: Gruppo Sadel
    Gruppo Sadel
  • 15 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più comuni (terza per frequenza negli uomini, seconda nelle donne in Italia) e rappresenta una significativa causa di mortalità. Tuttavia, grazie alla prevenzione e agli strumenti di diagnosi precoce, è anche uno dei tumori in cui si sono ottenuti notevoli successi in termini di riduzione della mortalità. La combinazione di corretti stili di vita e l’adesione ai programmi di screening può infatti prevenire molti casi di carcinoma colorettale o consentirne la scoperta in fase iniziale, quando le cure sono più efficaci e meno invasive.


Fattori di rischio e prevenzione primaria: Numerosi studi hanno identificato alcuni comportamenti e abitudini che aumentano il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto. Tra i fattori di rischio modificabili ci sono soprattutto la dieta e lo stile di vita. Un’alimentazione ricca di carni rosse e insaccati e povera di fibre, frutta e verdura può favorire, nel lungo periodo, la formazione di lesioni intestinali che possono evolvere in tumore. Anche il consumo eccessivo di alcol, il fumo di sigaretta, la sedentarietà e il sovrappeso-obesità sono associati a un rischio maggiore. La prevenzione primaria consiste quindi nel correggere queste abitudini: adottare una dieta bilanciata di tipo mediterraneo (con abbondanza di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e un consumo limitato di carni rosse e cibi industrialmente processati), mantenere il peso forma, svolgere attività fisica regolare e non fumare né eccedere con gli alcolici. Queste misure non solo riducono il rischio di tumore intestinale, ma apportano benefici a tutto l’organismo.

Screening e diagnosi precoce: Molti tumori del colon-retto si sviluppano a partire da polipi benigni della mucosa intestinale, i quali impiegano anni (anche 7-10 o più) per trasformarsi in forme maligne. Per questo motivo il Servizio Sanitario Nazionale offre un programma di screening gratuito mirato a individuare e rimuovere queste lesioni precancerose. In Italia esiste un programma organizzato: alle persone tra i 50 e i 69 anni (esteso fino ai 74 in alcune regioni) viene offerto ogni 2 anni un test per cercare tracce di sangue occulto nelle feci, possibile segnale della presenza di polipi o tumori in fase precoce. In caso di test positivo, viene proposta una colonscopia di approfondimento, durante la quale eventuali polipi possono essere subito rimossi. Lo screening colorettale è disponibile su tutto il territorio nazionale ed è fondamentale aderirvi con regolarità secondo le indicazioni ricevute: l’obiettivo è individuare eventuali polipi (responsabili del sanguinamento rilevato dal test) prima che degenerino in cancro, oppure diagnosticare un tumore in fase iniziale, quando è più curabile e con trattamenti meno aggressivi.


Sintomi da non ignorare: Nelle fasi iniziali il tumore del colon-retto può non dare alcun disturbo, il che rende ancora più preziosa l’adesione allo screening. Nei casi più avanzati, alcuni possibili segnali d’allarme includono la presenza di sangue nelle feci (rosso vivo o scuro), un cambiamento persistente del ritmo intestinale rispetto al proprio normale (diarrea, stitichezza o alternanza insolite per diverse settimane), dolori addominali continui e non spiegati, calo di peso improvviso o anemia riscontrata agli esami del sangue senza causa apparente. Questi sintomi non indicano necessariamente la presenza di un tumore – ad esempio il sangue nelle feci può derivare da emorroidi, o la stitichezza può avere cause funzionali – ma vanno sempre riferiti al medico per gli accertamenti del caso, soprattutto se persistono.



La lotta al tumore del colon-retto si basa su due pilastri: da un lato adottare uno stile di vita sano che riduca il rischio di insorgenza della malattia, dall’altro aderire con regolarità agli screening raccomandati. Grazie a una dieta ricca di fibre e povera di carni lavorate, all’esercizio fisico regolare e alla rinuncia a fumo e eccesso di alcol, ognuno può contribuire a proteggere il proprio intestino. Al tempo stesso, partecipare al programma di screening con il test del sangue occulto nelle feci (e gli eventuali approfondimenti con colonscopia) consente di individuare e trattare precocemente polipi o tumori in fase iniziale, salvando molte vite. In sintesi, la prevenzione del carcinoma colorettale è un impegno che vale la pena perseguire: con poche abitudini sane e controlli periodici possiamo preservare la nostra salute e affrontare il futuro con maggiore serenità.

 
 
 

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