Prevenzione: screening oncologici, cosa sono e perché aderire
- Gruppo Sadel

- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Gli screening oncologici sono programmi di prevenzione secondaria fondamentali per diagnosticare precocemente alcuni tumori quando sono ancora in fase iniziale e più facilmente curabili. In pratica si tratta di test medici offerti a persone asintomatiche, appartenenti a determinate fasce d’età o categorie a rischio, con lo scopo di individuare un eventuale tumore (o lesioni precancerose) prima che dia sintomi. Intercettare un cancro sul nascere può letteralmente salvare la vita o comunque rendere le cure meno invasive e più efficaci.

Quali sono gli screening disponibili? In Italia il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente programmi di screening organizzati per tre tipi di tumore principali: mammella, cervice uterina e colon-retto. Ogni Regione invita attivamente la popolazione nelle fasce d’età raccomandate:
Tumore del seno: Mammografia ogni 2 anni per le donne tra 50 e 69 anni (in alcune Regioni estesa da 45 fino a 74 anni). La mammografia è una radiografia del seno in grado di individuare noduli di piccole dimensioni, spesso non palpabili, consentendo di intervenire tempestivamente.
Tumore del collo dell’utero: Pap-test o HPV-test per le donne tra 25 e 64 anni. Il Pap-test ricerca alterazioni cellulari pre-tumorali, mentre l’HPV-test individua la presenza del Papillomavirus (causa principale del tumore cervicale). Se questi test rilevano anomalie, si procede ad approfondimenti (colposcopia).
Tumore del colon-retto: Ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni per uomini e donne tra 50 e 69 anni (esteso a 74 in alcune zone). È un esame semplice che rileva tracce invisibili di sangue nelle feci, possibili indicatori di polipi o tumori intestinali. Se positivo, si effettua una colonscopia di approfondimento.
Questi tre programmi sono inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza e attivi su tutto il territorio nazionale. Parteciparvi è gratuito e volontario: si riceve a casa una lettera di invito dalla propria ASL con le indicazioni per prenotare il test, oppure (a seconda della Regione) il kit per eseguire la raccolta (come nel caso del test del sangue occulto).
Aderire è altamente raccomandato: gli screening hanno dimostrato di ridurre significativamente la mortalità per quei tumori. Ad esempio, grazie allo screening del collo dell’utero, l’incidenza e la mortalità di questo tumore sono crollate negli ultimi decenni. Nel caso del colon-retto, l’asportazione di piccoli polipi prima che evolvano in tumore vero e proprio significa spesso prevenire l’insorgenza del cancro stesso.
Perché aderire? Perché la diagnosi precoce può fare la differenza tra una terapia leggera e risolutiva, e una cura più invasiva o una prognosi infausta. Scoprire un tumore in fase iniziale spesso significa poterlo trattare con interventi meno aggressivi e con maggiori probabilità di guarigione. In alcuni casi (come per le lesioni pre-cancerose del collo dell’utero o i polipi intestinali) lo screening consente addirittura di rimuovere il problema prima che diventi un cancro. Aderire agli screening è dunque un atto di responsabilità verso sé stessi. Purtroppo, esistono paure o pregiudizi che talvolta frenano le persone: ad esempio il timore del dolore della mammografia (in realtà è un fastidio momentaneo e il rischio legato alle radiazioni è minimo), o l’imbarazzo del Pap-test. È importante superare queste barriere, informandosi bene: gli esami di screening sono sicuri, rapidi e svolti da personale formato. Inoltre, se dall’esame dovesse emergere qualcosa, il sistema sanitario garantisce subito gli approfondimenti necessari (ad esempio ecografia, biopsia, colonscopia) senza lunghe attese.
Ricorda: partecipare agli screening può salvarti la vita. Studi epidemiologici hanno confermato che questi programmi hanno ridotto la mortalità per tumore al seno, colon e cervice dove sono attuati regolarmente. Ogni volta che ricevi un invito, prendi appuntamento senza esitazione. E se rientri nelle fasce d’età ma non hai ricevuto comunicazioni, informati presso la tua ASL: a volte basta aggiornare i propri dati o richiederlo. La prevenzione è il miglior investimento in salute che possiamo fare.




Commenti