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  • Immagine del redattoreGruppo Sadel

Marzo: anche mese della prevenzione!

Dai 50 ai 69 anni si può aderire a un programma di screening, rivolto a uomini e donne, invitati dalla Asl ogni due anni a eseguire gratuitamente il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci con una lettera personale inviata a domicilio. In questo marzo le iniziative di prevenzione nei reparti di Endoscopia digestiva di Atessa, Chieti, Lanciano, Ortona e Vasto. Gli effetti drammatici della riduzione dei test in pandemia.


Domani, mercoledì 8 marzo, il direttore dell’unità operativa di gastroenterologia ed endoscopia digestiva di Asst Crema Elisabetta Buscarini, sarà ospite alla trasmissione Elisir di Rai Tre. Tratterà di stipsi e di prevenzione del cancro colon rettale. L’iniziativa consente di focalizzare l’attenzione sul tema in occasione del mese europeo della sensibilizzazione per il tumore del colon retto, che si celebra proprio a marzo. Come racconta Buscarini: “E’ necessario rilanciare con forza la prevenzione del cancro colon rettale e l’appello a fare il test di screening. I dati disponibili mostrano come le riduzioni del volume di attività di screening del cancro colon rettale, mantenute nel tempo, possano rapidamente ridurre l’effetto protettivo dello screening, e in particolare aumentare la diagnosi di tumori in stadio più avanzato (+3 per cento) e la mortalità per cancro colon rettale (+12 per cento)”.

Il programma di screening viene promosso da Ats Val Padana. Consente lo svolgimento di un test che svela la presenza di tracce di sangue nelle feci non visibili ad occhio nudo. L’invito viene inviato direttamente a casa ogni due anni, a persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni. Deve essere utilizzato per ritirare gratuitamente in farmacia la provetta con cui effettuare il test. Una volta prelevate le feci, a casa propria, è necessario riconsegnare al più presto il campione presso la stessa farmacia. In caso di esito positivo viene eseguita una colonscopia.

L’attività ha subito un brusco stop con l’avvento della pandemia. Nel 2020 pari al 45 per cento. Persi alla diagnosi 1300 cancri e 7400 adenomi avanzati. Anche nel 2022 l’adesione è stata inferiore all’epoca pre-Covid. Come spiega la responsabile dei programmi di screening Emanuela Anghinoni, secondo i dati rilasciati da Ats Val Padana “nel distretto di Crema sono circa 58 mila le persone che ricadono in questa fascia d’età ed è fondamentale l’adesione all’invito per effettuare il test del sangue occulto nelle feci”. Quanto alla riduzione dell’adesione: è importante recuperare terreno in questo ambito e convincere le persone che facendo il test si può prevenire l’insorgenza del tumore al colon-retto: ogni anno 5 persone ogni mille sottoposte a screening entrano in un percorso personalizzato di follow-up avendo avuto riscontro in colonscopia di un adenoma avanzato, mentre 1 persona ogni mille aderenti può avvalersi di una diagnosi precoce di tumore, che nella maggior parte dei casi viene trattato durante la colonscopia e non necessita di altri interventi sanitari”.



Marzo, mese della prevenzione, è il momento giusto per prendersi cura di sé. “Prevenzione, diagnosi precoce e cura: conoscere i rischi e sapere che “arrivare” per tempo a diagnosticare un problema, significa una presa in cura precoce e possibilità di futuro senza malattia”. Secondo il direttore generale Ida Ramponi: “il nostro impegno deve volgere costantemente a questo, educare alla prevenzione”.



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