Influenza e raffreddore: differenze e rimedi
- Gruppo Sadel

- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Influenza o semplice raffreddore? Sono entrambe infezioni respiratorie molto comuni, soprattutto nei mesi freddi, ma con alcune differenze chiave. Il raffreddore comune è causato da numerosi virus (più di 200 tipi, spesso rhinovirus) e colpisce prevalentemente naso e gola. L’influenza, invece, è provocata dai virus influenzali (tipicamente ceppi di tipo A o B) e tende a dare sintomi più sistemici e intensi.
Come distinguerli:
Il raffreddore inizia spesso gradualmente con naso che cola o chiuso, starnuti, mal di gola lieve, occhi lucidi. Può comparire un po’ di tosse e malessere generale, ma di solito la febbre è assente o bassa (linee di febbricola sotto 38°C). I sintomi durano 4-5 giorni circa, al massimo una settimana, e raramente causano complicazioni serie. È fastidioso ma generalmente ben tollerato: si riesce, magari faticando, a svolgere le normali attività.
L’influenza spesso esordisce in modo brusco: febbre alta (anche sopra 39°C) che sale rapidamente, accompagnata da brividi, dolori muscolari e articolari diffusi (ci si sente “tutti rotti”), mal di testa, marcata stanchezza e debolezza. Possono esserci sintomi respiratori simili al raffreddore (tosse secca, mal di gola, naso chiuso), ma talvolta predominano i sintomi sistemici. L’influenza mette KO: si ha bisogno di restare a letto per qualche giorno. Nei bambini può dare sintomi gastrointestinali (nausea, vomito) oltre a quelli respiratori. In genere la fase acuta dura 3-5 giorni, poi la febbre cala ma la spossatezza può persistere per una o due settimane.

Rimedi e cure:Essendo entrambe infezioni virali, gli antibiotici non servono (vanno usati solo se subentrano complicanze batteriche, ad esempio sinusite purulenta o otite). Il trattamento è sintomatico, puntando ad alleviare i disturbi e aiutare l’organismo a guarire.
Riposo: sembra banale, ma è il primo rimedio. Restare a casa, al caldo, e riposare aiuta il sistema immunitario a combattere il virus e previene di contagiare altre persone.
Idratazione: bere molti liquidi (acqua, tisane calde, brodo) combatte la disidratazione dovuta a febbre e sudorazione e fluidifica le secrezioni. Le bevande calde inoltre danno sollievo alla gola irritata.
Antipiretici e analgesici: per influenza con febbre alta e dolori, farmaci come paracetamolo o ibuprofene abbassano la temperatura e riducono mal di testa e dolori muscolari, migliorando il comfort. Vanno usati secondo necessità e dosaggio appropriato (attenzione a non eccedere).
Decongestionanti nasali: spray nasali o gocce a base di vasocostrittori (tipo xilometazolina) danno sollievo dal naso chiuso, ma vanno usati con moderazione (max 5-7 giorni) per evitare effetto rebound. In alternativa, utili i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o acqua di mare, che puliscono le fosse nasali.
Miele e rimedi per la tosse: per la tosse secca irritativa può essere usato un sedativo della tosse (destrometorfano, dropropizina) soprattutto la sera per dormire meglio. Il miele in una bevanda calda (latte o tisana) è un rimedio tradizionale che lenisce la gola e può calmare la tosse notturna nei bambini e adulti. Per la tosse produttiva (grassa) invece è bene fluidificare con mucolitici (acetilcisteina, bromexina) e favorire l’espettorazione, più che sedare.
Gargarismi e pastiglie: per alleviare mal di gola si possono fare gargarismi con acqua tiepida salata o usare spray/pastiglie disinfettanti e lievemente analgesiche.
Vitamine e alimentazione: mantenere una dieta leggera ma nutriente. Non ci sono prove forti che mega-dosi di vitamina C curino raffreddore o influenza, ma una sufficiente assunzione di vitamine e minerali è utile. Brodo di pollo e zuppe calde non sono “magici”, ma aiutano a reidratarsi e liberare il naso grazie ai vapori caldi.
Umidificare l’ambiente: l’aria umidificata (es. con umidificatori o semplicemente tenendo un contenitore d’acqua sul calorifero) evita che le mucose si secchino, alleviando congestione e tosse.
In genere il raffreddore passa da sé senza grossi problemi. L’influenza pure guarisce spontaneamente nella maggior parte dei casi in una settimana circa, ma può avere complicanze, specialmente in soggetti fragili (anziani, malati cronici, donne incinte). Le complicazioni più comuni sono le sovrainfezioni batteriche: ad esempio bronchite o polmonite batterica dopo l’influenza, segnalate da persistenza o recrudescenza della febbre e tosse produttiva purulenta – in tal caso serve il medico e probabilmente un antibiotico. Altre complicanze possibili: sinusiti acute, otiti medie (specie bambini), o peggioramento di condizioni preesistenti (un cuore già debole può scompensarsi sotto lo stress febbrile). Per questo alle categorie a rischio si raccomanda fortemente la vaccinazione antinfluenzale annuale. Il vaccino non copre dal raffreddore (per il quale non esiste vaccino data la miriade di virus), ma riduce la probabilità di prendere l’influenza o almeno ne attenua la gravità.
Prevenzione quotidiana: Le stesse misure igieniche che abbiamo imparato – lavare spesso le mani, coprire bocca e naso con il gomito quando si tossisce/starnutisce, usare fazzoletti monouso – aiutano a limitare la trasmissione sia del raffreddore sia dell’influenza. Evitare luoghi affollati in piena stagione influenzale o indossare mascherine può ridurre il rischio di contagiarsi, soprattutto se si è fragili. Mantenere uno stile di vita sano (alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, sonno adeguato) supporta il sistema immunitario nel prevenire e affrontare queste malattie.
Il raffreddore è un disturbo lieve ma fastidioso, l’influenza è una malattia più seria che “butta giù” per alcuni giorni. Entrambe però si curano principalmente con riposo e cure di supporto. Con un po’ di pazienza – e magari una scorta di fazzoletti, tisane calde e buoni film – si supera sia l’uno che l’altra. Se i sintomi dovessero insolitamente peggiorare (es. difficoltà respiratoria, febbre che dura oltre 4-5 giorni, dolori al petto) è importante consultare il medico per escludere complicazioni.




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