Importanza degli screening oncologici
- Gruppo Sadel

- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Gli screening oncologici sono programmi di prevenzione secondaria rivolti a persone apparentemente sane, con lo scopo di individuare precocemente eventuali tumori o lesioni pre-cancerose prima che diano sintomi. La diagnosi in fase iniziale aumenta in modo significativo le probabilità di successo delle cure e spesso consente interventi terapeutici meno invasivi. In Italia esistono programmi organizzati di screening per alcuni dei tumori più diffusi e prevenibili: in particolare per il tumore al seno, il tumore del collo dell’utero e il tumore del colon-retto. Comprendere l’importanza di questi screening e aderire regolarmente agli inviti può letteralmente salvare la vita.
Cosa sono e come funzionano gli screening: A differenza degli esami diagnostici eseguiti quando si hanno sintomi o disturbi, gli screening vengono offerti a tutta la popolazione in determinate fasce d’età e a cadenze stabilite, anche se ci si sente in perfetta salute. L’obiettivo è scoprire un eventuale tumore in fase molto precoce, o addirittura prevenire il tumore individuando e rimuovendo lesioni che potrebbero evolvere. I programmi di screening sono organizzati sulla base di evidenze scientifiche che dimostrano un chiaro beneficio in termini di riduzione della mortalità per quello specifico tumore. In pratica, il Servizio Sanitario Nazionale invita attivamente i cittadini eleggibili a sottoporsi a test semplici e sicuri (gratuiti o con un ticket minimo) secondo un calendario prestabilito.

Principali screening oncologici in Italia:
Screening del tumore al seno: Rivolto alle donne in fascia di età generalmente 50-69 anni (in alcune Regioni l’offerta è estesa da 45 fino a 74 anni). Prevede una mammografia ogni 2 anni: questo esame radiologico del seno può individuare noduli molto piccoli, non ancora percepibili al tatto. Grazie a questo screening, molti tumori del seno vengono scoperti precocemente, aumentando le chance di guarigione e permettendo spesso interventi chirurgici conservativi.
Screening del tumore del collo dell’utero: Rivolto alle donne dai 25 fino a circa 64-65 anni. Si basa sull’esecuzione periodica di esami citologici e virologici: il Pap-test (ogni 3 anni) e/o il test HPV DNA (ogni 5 anni, soprattutto dopo i 30 anni). Questi test identificano eventuali lesioni pre-cancerose che possono essere trattate prima che evolvano in carcinoma. Grazie allo screening cervicale, negli ultimi decenni l’incidenza e la mortalità di questo tumore sono fortemente diminuite.
Screening del tumore del colon-retto: Rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni (esteso fino a 74 anni in alcune realtà). Consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni. Si tratta di un test non invasivo che può segnalare la presenza di polipi o tumori intestinali in fase precoce attraverso l’individuazione di tracce di sangue microscopiche nelle feci. Se il test è positivo, si esegue una colonscopia di approfondimento, durante la quale eventuali polipi possono essere rimossi sul momento, prevenendo la loro evoluzione maligna. Anche grazie a questo programma di screening, la mortalità per carcinoma colo-rettale sta mostrando una progressiva riduzione.
Perché aderire agli screening: Partecipare agli screening oncologici consigliati significa prendersi cura di sé in modo proattivo. Molti tumori, in fase iniziale, non danno alcun segno: aspettare la comparsa di sintomi potrebbe significare scoprire la malattia in uno stadio più avanzato, quando le terapie sono più complesse e le probabilità di guarigione minori. Al contrario, un risultato positivo allo screening spesso significa aver individuato lesioni ancora precoci e curabili, e richiede semplicemente ulteriori accertamenti per confermare o escludere la presenza di un tumore. È importante quindi non avere timore dello screening, ma vederlo come uno strumento di tutela della propria salute. Il Servizio Sanitario Nazionale invia a casa lettere d’invito per aderire: leggere attentamente le indicazioni e presentarsi agli appuntamenti è fondamentale. Se non si riceve l’invito pur rientrando nell’età prevista, è bene informarsi presso la propria ASL o il medico di famiglia.
Gli screening oncologici hanno dimostrato di salvare vite, riducendo sensibilmente la mortalità per i tumori oggetto del programma. Aderire ai programmi di screening è un gesto di responsabilità verso sé stessi: richiede poco tempo, non comporta in genere particolari disagi e offre un grande vantaggio, quello della diagnosi precoce. Partecipando regolarmente agli screening – come la mammografia, il Pap-test/HPV test e la ricerca del sangue occulto nelle feci – diamo al nostro corpo l’opportunità di segnalare per tempo eventuali problemi e ai medici la possibilità di intervenire subito. La prevenzione attraverso gli screening è uno dei pilastri della medicina moderna: sfruttarla appieno significa dare alla salute la priorità che merita e contribuire a una vita più lunga e sana.




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