Igiene delle mani e corretta gestione della febbre
- Gruppo Sadel

- 6 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Mani pulite e febbre sotto controllo sono due aspetti fondamentali della salute quotidiana. L’igiene delle mani è uno dei gesti più efficaci per prevenire la diffusione di infezioni, mentre sapere come gestire la febbre in modo appropriato aiuta a evitare sia allarmismi inutili sia rischi per la salute, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani. Affrontiamo questi due temi fornendo consigli pratici su quando e come lavarsi le mani e su come comportarsi quando compare la febbre.

Igiene delle mani – quando e come lavarle: Le mani sono il veicolo principale di germi nella vita di tutti i giorni. Lavarsi bene e spesso le mani riduce drasticamente la possibilità di contrarre o trasmettere infezioni (raffreddori, influenza, gastroenteriti, COVID-19, ecc.). È importante lavare le mani:
Quando lavarle: prima di mangiare o di toccare cibo (anche durante la preparazione dei pasti); dopo essere stati in bagno o aver cambiato un pannolino; dopo aver tossito, starnutito o soffiato il naso; dopo aver toccato superfici in luoghi pubblici (maniglie, corrimano, carrelli del supermercato); dopo aver accudito una persona malata; al rientro a casa da fuori (soprattutto se si è stati su mezzi pubblici o in ambienti affollati). In ambito sanitario, ovviamente, le mani vanno lavate prima e dopo ogni contatto con un paziente.
Come lavarle correttamente: utilizzare acqua e sapone. Insaponare tutte le superfici delle mani (palmi, dorso, dita, spazi tra le dita, pollici, unghie e polsi) per almeno 40-60 secondi. Strofinare bene, poi risciacquare abbondantemente sotto l’acqua corrente e asciugare con un asciugamano pulito (o con salviette monouso se fuori casa). In assenza di acqua, usare un gel disinfettante a base alcolica (almeno al 60% di alcol), frizionando le mani fino a completa asciugatura. Un’igiene delle mani scrupolosa è particolarmente importante prima di toccare neonati, anziani o persone immunodepresse, e dopo aver frequentato ambienti come ospedali o aver maneggiato rifiuti. In famiglia, insegnare ai bambini a lavare le mani correttamente (magari facendoli insaponare per il tempo di una canzoncina) aiuta a creare un’abitudine salutare che li proteggerà da molte malattie infettive.
Gestione corretta della febbre: La febbre è un aumento della temperatura corporea oltre i valori normali (in genere si considera febbre una temperatura sopra 37,5°C misurata sotto l’ascella). Rappresenta un meccanismo di difesa dell’organismo contro le infezioni, ma può causare malessere e preoccupazione. Ecco come affrontarla in modo adeguato:
Misurare la temperatura accuratamente: usare un termometro digitale (o a infrarossi) e misurare la temperatura preferibilmente sotto l’ascella o per via orale. Nei neonati si può misurare rettalmente (ricordando che la temperatura rettale è di circa +0,5°C rispetto all’ascella). Evitare di misurare la febbre immediatamente dopo esercizio fisico o se si è molto coperti, per non avere falsi aumenti.
Quando trattare la febbre: la febbre in sé è un segno che il corpo sta reagendo, quindi se è moderata (ad esempio 37,5°-38°C) e la persona non sta particolarmente male, si può anche evitare di somministrare subito farmaci e limitarsi a monitorare. Diventa invece opportuno abbassare la febbre con antipiretici se la temperatura supera 38-38,5°C (soprattutto se accompagnata da intenso malessere, dolori, mal di testa) o anche a valori più bassi se causa forte disagio (ad esempio bambini che non riescono a dormire o anziani molto debilitati dalla febbre). L’obiettivo è far stare meglio la persona più che “normalizzare” i gradi del termometro a tutti i costi.
Uso di antipiretici: i farmaci di prima scelta per ridurre la febbre sono paracetamolo e ibuprofene. Il paracetamolo è adatto a tutte le età (nei bambini il dosaggio va calcolato in base al peso, seguendo le indicazioni del pediatra) ed è generalmente ben tollerato; l’ibuprofene, antinfiammatorio non steroideo, è anch’esso efficace nel ridurre febbre e dolori ma va assunto a stomaco pieno e rispettando le controindicazioni (ad esempio è sconsigliato in caso di ulcera gastrica). Nei bambini e ragazzi sotto i 16 anni è controindicata l’aspirina (acido acetilsalicilico) per il rischio di una rara ma grave complicanza (sindrome di Reye). È importante non somministrare più farmaci antipiretici contemporaneamente o a intervalli troppo ravvicinati senza indicazione medica, per evitare sovradosaggi. Seguire sempre le dosi e gli intervalli riportati sul foglio illustrativo o prescritti dal medico.
Rimedi di supporto: oltre ai farmaci, chi ha la febbre deve riposare e bere molti liquidi (acqua, tè, brodi) per prevenire la disidratazione, che può insorgere con la sudorazione. Non bisogna coprire eccessivamente la persona con febbre alta: meglio vestirla con indumenti leggeri e mantenere l’ambiente a temperatura confortevole (intorno ai 20°C), facilitando la dispersione del calore. Se la febbre è molto alta (oltre 39-40°C) e provoca malessere, si possono applicare panni umidi e tiepidi sulla fronte o spugnature con acqua tiepida sul corpo per aiutare ad abbassare la temperatura (evitando però l’acqua troppo fredda o l’alcol, che possono causare brividi o effetti indesiderati).
Quando chiamare il medico: consultare un medico se la febbre supera i 40°C, se una febbre moderata dura più di 2-3 giorni senza segni di miglioramento, o immediatamente se la febbre è accompagnata da sintomi preoccupanti. Tra questi: difficoltà respiratoria, forte mal di testa con collo rigido (potrebbe indicare meningite), comparsa di macchie cutanee rosso-violacee che non scompaiono premendo la pelle (possibile segno di infezione grave come meningococco), stato di confusione o sonnolenza marcata, convulsioni (nei bambini può accadere in caso di febbre alta: in tal caso, farli visitare). Nei neonati sotto i 3 mesi qualsiasi febbre va valutata subito dal pediatra. In generale, per soggetti molto anziani, persone con malattie croniche importanti o sistema immunitario compromesso, è prudente interpellare il medico anche per febbri non elevatissime, perché potrebbero aggravare condizioni preesistenti.
Lavarsi regolarmente e correttamente le mani riduce la trasmissione di innumerevoli infezioni, mentre gestire la febbre con buon senso – misurandola accuratamente, utilizzando antipiretici in modo appropriato e osservando l’evoluzione dei sintomi – aiuta ad affrontare la malattia senza inutili ansie. Educando tutta la famiglia a queste pratiche semplici ma efficaci, si promuove un ambiente più sicuro e si prevengono complicazioni. In definitiva, la prevenzione e la cura passano anche da gesti quotidiani: mani pulite e un’attenta gestione della febbre sono due alleati fondamentali per la nostra salute.




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