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Gli esami del primo trimestre da fare in gravidanza

Nell'articolo precedente vi abbiamo illustrato, brevemente, gli esami che non possono proprio mancare in gravidanza. Qui vi illustriamo invece, gli esami da effettuare durante il primo trimestre.


Il primo trimestre di gravidanza


Il primo trimestre di gravidanza, che va dalla prima alla tredicesima settimana + sei giorni, è anche quello in cui la donna “scopre”di essere incinta attraverso un semplice test delle urine che misura i livelli un ormone: il Beta HCG.

Questa sostanza viene prodotta dal corpo subito dopo il concepimento per far sì che l’ovocita fecondato attecchisca e si annidi nell’utero. Inoltre il beta HCG serve anche per favorire lo sviluppo placentare.

Quando è meglio effettuare questo primissimo esame per verificare l’inizio di una gravidanza? A partire dai dieci giorni di ritardo dalla data presunta delle mestruazioni, e si può avere una risposta più che attendibile, da confermare attraverso le analisi del sangue.


Una volta che si è certi di essere incinta, inizia il lungo iter di controlli che durerà fino al parto.


Ma da cosa si comincia?


E' cruciale la prima visita ginecologica-ostetrica, nella quale viene creata la cartella clinica della futura mamma con la calendarizzazione degli esami successivi e le valutazioni delle condizioni materne e fetali in base agli stessi.


In questo periodo, il più delicato per il buon esito della gestazione, è molto importante che si crei una relazione di fiducia e di dialogo tra medico e paziente, perché sono tantissimi i dubbi e le paure che nascono nel cuore di ogni futura madre. A partire dalle nuove sensazioni del suo corpo, i sintomi anche sgradevoli (come la nausea mattutina) da gestire, le domande su cosa mangiare, quali attività continuare a fare (o non fare), sui pericoli legati agli sforzi fisici, sull’igiene, ecc...


In questi mesi la gestante dovrà controllare alcuni parametri per proprio conto o dal medico, quali il proprio peso e la pressione arteriosa. Tenere un diario della gravidanza può, in molti casi, essere un grande aiuto sia per la donna che per il medico. Attualmente sono disponibili ottime App scaricabili anche gratuitamente sul proprio telefono, utilissime per creare un’agenda dettagliata e facile da usare della propria gravidanza, dalla quale ricavare inoltre tante notizie puntuali sull’accrescimento del feto e sulle fasi del suo sviluppo giorno per giorno.





Ma quali sono gli esami da fare?


In queste settimane sono previsti:

  • Esami delle urine con urinocoltura. Questo tipo di indagine è particolarmente importante in gravidanza perché la donna incinta è più vulnerabile alle infezioni delle vie urinarie (IVU), quali cistiti e uretriti, che vanno scoperte e curate subito. Infatti il sistema immunitario materno tende, in questa fase, ad indebolirsi per ragioni fisiologiche, ovvero per con contrastare lo sviluppo fetale (considerando che l’embrione è, di fatto, una sorta di “corpo estraneo” nel corpo materno);

  • Analisi del sangue completo. Fino alla tredicesima settimana occorre misurare:

  • Emocromo;

  • Gruppo sanguigno (se sconosciuto);

  • Esami per la funzionalità epatica e per la positività all’epatite C;

  • Glucosio;

  • Esami del sangue per la ricerca di specifici anticorpi anti malattie infettive quali Rubeo TEST (per la rosolia, da ripetere dopo la 17ma settimana in caso risultasse negativo), e Toxo TEST (per la toxoplasmosi);

  • Esami del sangue per la ricerca di anticorpi anti infezioni veneree quali la sifilide, la gonorrea, la clamidia;

  • Test di Coombs indiretto per la ricerca di anticorpi anti eritrociti, un’eventualità che metterebbe a rischio la gravidanza perché rivelerebbe un'incompatibilità tra il sangue materno e quello fetale (rara, ma comunque possibile). Questo test si ripete in tutte le gestanti dopo la 28ma settimana.





Tra l’undicesima e la tredicesima settimana, poi, si effettua una ecografia importante, detta della translucenza nucale.

Di che si tratta? Dell'osservazione del livello di un liquido, che tutti i feti in questa fase della gravidanza presentano nell’area cervicale, proprio sotto la nuca. Le ragioni per cui si accumuli questo liquido non sono del tutto chiare, ma la ragione per cui si effettua questo controllo è che a un aumentato volume di translucenza nucale può associarsi un problema nello sviluppo del feto stesso che può dipendere da un errore cromosomico o genetico, da una malformazione cardiaca o di altra natura da indagare.


Alla translucenza nucale si associano due altri test ematici per la diagnosi precoce di anomalie cromosomiche che sono la HCG frazione libera(free Beta HCG) e il PPA-A test (Pregnancy Associated Plasma Protein A). Valori alterati di tali sostanze, associati a una elevata età materna, possono infatti essere predittivi di difetti cromosomici con un'attendibilità pari al 65% dei casi e con una percentuale del 5% di falsi positivi.


In questo primo trimestre non si effettuano ancora indagini diagnostiche invasive per valutare lo sviluppo fetale nella ricerca di eventuali malformazioni o anomalie cromosomiche, ma è opportuno che la futura mamma, anzi, i futuri genitori, si informino sui passaggi successivi soprattutto in caso di familiarità a tali difetti genetici o di criticità emerse in fase preconcezionale o rilevati proprio dai test ematici della HCG frazione libera e del PPA-A test in combinazione con l’esame ecografico della translucenza nucale.


Nel prossimo articolo trattiamo degli esami da fare nel secondo trimestre della gestazione!

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