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  • beatrice meo

Come gestire le problematiche del sonno

ll sonno è una sospensione dello stato di coscienza nella quale l’organismo mette in atto tutta una serie di processi volti al recupero e alla piena efficienza delle funzioni fisiche e psichiche.

Questa funzione spesso risulta compromessa da una serie di fattori sia di natura patologica, sia di natura “comportamentale”, ovvero legati ad abitudini di vita.


Quali tra questi fattori comportamentali possono rivelarsi comuni nello stile di vita occidentale?


Una delle principali problematiche è correlata al non assecondare gli stimoli che l’organismo fornisce, continuando per esempio a sera inoltrata attività lavorative o ludiche, superando il periodo dove l’addormentarsi seguirebbe il suo naturale decorso neuro ormonale.

Ma la dinamica neuro ormonale può essere turbata anche da altri fattori come, ad esempio, l’aver svolto attività fisica nel tardo pomeriggio/prima serata, aver consumato la cena eccessivamente tardi o includendo alimenti eccessivamente “pesanti”, oppure semplicemente risentire dell’inquinamento luminoso dovuto a illuminazione stradale, elettrodomestici cellulari, ecc….

A queste problematiche che possono notevolmente prolungare il tempo richiesto per addormentarsi, si aggiungono tutta quella serie di situazioni dove il riposo notturno viene disturbato, per esempio con frequenti risvegli, da fattori organici o ambientali, rendendo il sonno non efficace dal punto di vista del ristoro.





Quali soluzioni nutraceutiche possono mostrarsi funzionali a fronteggiare queste situazioni?


Ne esistono diverse: prima fra tutte la melatonina, utile sia per ridurre il tempo per addormentarsi che nella regolarizzazione del ciclo sonno veglia, favorendo l’acquisizione di un ritmo più fisiologico.


Interessante è anche l’utilizzo dell’estratto di valeriana, ricca in acido valerenico in grado di agire sui recettori del GABA, il principale neurotrasmettitore con finalità inibitoria presente nel nostro organismo. A seconda dell’utilizzo voluto può mostrarsi utile sia indurre alcuni processi inibitori alla base del sonno che per mantenerli, associati a un fisiologico stato di rilassamento.


Molto utile si dimostra anche l’estratto di griffonia, particolarmente ricco in triptofano, l’aminoacido da cui il nostro organismo sintetizza numerosi neurotrasmettitori implicati in un’equilibrata funzione del sistema nervoso.





Il biancospino rappresenta un rimedio prima erboristico, ora nutraceutico, usato dalla notte dei tempi in quanto funzionale sia al rilassamento generale che utile alla riduzione della frequenza cardiaca.


L’estratto di escolzia si può mostrare estremamente interessante, soprattutto per quei soggetti dove il sonno viene compromesso da una notevole componente ansiosa.

Per questo tipo di situazioni anche gli olii essenziali di melissa e lavanda possono mostrarsi molto interessanti, in quanto in grado di favorire il naturale rilassamento funzionale al contrasto delle suddette manifestazioni su base ansiosa.


Spesso, ai disturbi della qualità del sonno, troviamo correlati fastidi con iper-attività viscerale, in particolare della componente muscolare dell’apparato digerente.

In tutti questi casi l’estratto di passiflora può mostrarsi molto utile, in quanto favorendo il rilassamento viscerale aiuta nel mantenimento prolungato di un efficace riposo, migliorando qualità e durata del sonno.


Ovviamente l’efficacia di queste soluzioni nutraceutiche viene magnificata dalla possibilità di intervenire, nei limiti del possibile, dal punto di vista comportamentale, cercando di eliminare o quanto meno ridurre tutti quei fattori che mostrano disfunzionali per una buona igiene del sonno, in quanto anche in questo contesto l’approccio multifattoriale si dimostra sicuramente vincente.



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