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Anno nuovo: nuovi vaccini

Un nuovo anno che porta con sé nuovi vaccini: 2 per la precisione, il Nuvaxovid di Novavax, e il VLA2001 di Valneva. Il direttore dell’Aifa, Magrini, l’ok dovrebbe arrivare entro i primi mesi dell’anno e l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, ha fatto sapere di aver iniziato il processo di valutazione del siero di Novavax, da concludersi molto probabilmente “entro la fine dell’anno”.

La particolarità del vaccino Valneva è che si tratta di un siero che utilizzato il Sars-CoV-2 inattivo, ucciso, di conseguenza non può causare la malattie. In più, al suo interno sono presenti anche 2 adiuvanti che supportano il rafforzamento del sistema immunitario.




Novavax e Valneva: i due vaccini in arrivo


Il vaccino di Valneva, diversamente da quelli approvati finora, si basa sulla presenza del Sars-CoV-2 inattivato, che non può causare la malattia e due "adiuvanti", sostanze che aiutano a rafforzare la risposta immunitaria al vaccino. Se sarà approvato, sarebbe il primo vaccino a virus inattivato ad avere il via libera in Europa.


Invece Nuvaxovid della statunitense Novavax è invece realizzato sulla base del principio delle proteine ricombinanti, grazie a un baculovirus ingegnerizzato. Si somministra in due dosi a distanza di 21 giorni ed oggi è stato autorizzato per l’uso in emergenza solo in Indonesia e nelle Filippine. Nuvaxovid può essere conservato in frigorifero. Il Novavax sfrutta la tecnica delle proteine ricombinanti, è dunque basato su una tecnologia "antica", forse più accettata dagli scettici.





Due vaccini dunque completamente diversi sia rispetto a quelli Pfizer e Moderna (a mRna) che a quelli di AstraZeneca e J&J (a vettore virale).




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