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  • Immagine del redattoreGruppo Sadel

ZIKA

La malattia da virus Zika (detta anche febbre di Zika o semplicemente Zika) è una malattia di origine virale, provocata dal flavivirus omonimo, isolato per la prima volta nel 1947 nella foresta Zika in Uganda, da cui prende il nome.

CAUSE

Il virus West Nile (WNV) è un virus a RNA a filamento singolo che appartiene alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus. Questa famiglia include diversi importanti agenti patogeni trasmessi da artropodi umani, come dengue (DENV), Zika (ZIKV), encefalite trasmessa da zecche (TBEV), febbre gialla (YFV) o encefalite giapponese (JEV) virus.

Strutturalmente, è un virus avvolto e sferico di circa 40-50 nm di diametro con una membrana a doppio strato lipidico che circonda un nucleo capsidico. Il genoma codifica per sette proteine non strutturali e tre proteine strutturali: le proteine dell'involucro, della membrana e del capside.

A seguito di un morso da zanzare infette da WNV, il virus raggiunge le cellule attraverso il sangue. Si moltiplica poi nei tessuti e produce a viremia di basso livello, che diminuisce con la comparsa di anticorpi IgM anti-WNV. Infetta successivamente gli organi (come milza, fegato, reni e SNC) ed è stato anche rilevato nelle urine di un paziente 8 giorni dopo la comparsa dei sintomi.

TRASMISSIONE

Il virus Zika viene trasmesso principalmente attraverso il morso di una zanzara infetta del genere Aedes, soprattutto Aedes aegypti, responsabile della trasmissione di altre malattie come febbre gialla, Chikungunya, dengue, West Nile Virus. Si tratta di una zanzara diffusa prevalentemente nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sud America, Medio Oriente, Sud-est Asiatico, Pacifico, le isole indiane e l'Australia settentrionale.

La distribuzione della zanzara è dovuta alle condizioni climatiche, che le impediscono di vivere in regioni temperate o fredde (questo potrebbe significare una maggiore diffusione anche alle nostre latitudini con l’aumento delle temperature globali). Esiste anche un vettore capace di muoversi in tali regioni, la zanzara Aedes albopictus (la comune zanzara tigre), ma è meno competente nella trasmissione dell’aegypti.

Il virus Zika può anche essere trasmesso per contatto sessuale, trasfusioni ematiche e trapianto d’organi. Una donna incinta può trasmettere il virus Zika al feto durante la gravidanza o il parto. È stata riscontrata la presenza del virus anche nel latte materno, ma la trasmissione attraverso l’allattamento non ancora stata confermata.



DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Il primo grande focolaio di malattia Zika che ha mosso l’interesse della sanità pubblica globale è stato segnalato nel 2007 nell'isola di Yap, in Micronesia.

Dal 2007 al 2018 la trasmissione del virus Zika è stata documentata in 86 paesi in Africa, nelle Americhe, in Asia e nel Pacifico. Di grande allarme per la comunità scientifica è stato il costante progredire della distribuzione geografica dell’infezione nelle Americhe, a partire dal 2015, che ha interessato ben 33 Paesi americani, arrivando a contagiare più di 1,5 milioni di persone in Brasile. La microcefalia e alter malformazioni fetali associate a Zika ha rappresentato un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale dopo essere stata segnalata in oltre 1000 casi in Brasile.

SINTOMI

Il periodo di incubazione di Zika è solitamente tra i 3 e 14 giorni.

L’infezione è nella maggior parte dei casi (attorno all’80%) asintomatica. Quando sono presenti, i sintomi sono aspecifici e si manifestano come influenzali, con febbre, dolori articolari e congiuntivite. Un sintomo più caratteristico è la comparsa di un rash maculopapulare.

La possibilità che la malattia sviluppi sintomi gravi è rara, così come è rara la mortalità associata. Tuttavia, sono stati osservati casi di insorgenza della sindrome di Guillain-Barré in pazienti con infezione sospetta o confermata.

Gli effetti più gravi si hanno durante la gravidanza, quando l’infezione può provocare gravi danni al feto, come difetti cerebrali, microcefalia, contratture degli arti, anomalie oculari e perdita dell’udito. Il rischio di malformazioni congenite a seguito di infezione in gravidanza rimane sconosciuto; circa il 5-15% dei bambini nati da donne infette dal virus Zika durante la gravidanza ha evidenza di complicanze correlate a Zika.

DIAGNOSI

La diagnosi preliminare per Zika si basa sui segni clinici e soprattutto sulla storia di eventuali viaggi in zone endemiche per il virus. La diagnosi di laboratorio è sierologica, per ricerca del virus, acido nucleico oimmunoglobulina specifica e anticorpi.

TRATTAMENTO

Non è ad oggi disponibile alcun trattamento antivirale specifico per la malattia da virus Zika. Le cure consistono nel supporto ai sintomi e possono comprendere idratazione, analgesici e antipiretici, prestando attenzione a evitare l'aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che devono essere evitati fino a quando non si ha la certezza che non si tratti di dengue, per ridurre il rischio di emorragia.

PREVENZIONE

La prevenzione per la trasmissione di dengue inizia da una corretta profilassi comportamentale, soprattutto durante il giorno, momento in cui le zanzare sono più attive.

  • Usa un efficace repellente per zanzare: il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda repellenti con i seguenti principi attivi: DEET (>25%); Picaridina; IR3535; Olio di Eucalipto Limone (OLE); Para-menthane-diol; 2- undecanone.

  • Copriti: utilizza abiti che coprano gambe e braccia, preferibilmente di colore chiaro. 

  • Controlla l’ambiente intorno a te: l’acqua stagnante è un habitat perfetto per la proliferazione delle zanzare. Assicurati che non ci siano ristagni d’acqua in: pneumatici scartati o contenitori industriali, piscine, scarichi di scolo e sottovasi. Per ridurre il rischio ti trasmissione, la lotta sistematica attraverso campagne di disinfestazione contro la popolazione di Aedes risulta essere un intervento fondamentale.

  • Leggi il nostro approfondimento: Non farti pungere!

Per quanto riguarda la prevenzione per la trasmissione sessuale, l’OMS ha compilato delle linee guida comportamentali:

  • Il viaggiatore che si è recato in un’area endemica per Zika dovrebbe adottare la protezione meccanica durante i rapporti sessuali, almeno per 3 mesi gli uomini e per 2 mesi le donne, anche in assenza di sintomi;

  • Le donne in stato di gravidanza, prima di intraprendere un viaggio in zona endemica, dovrebbero consultare il medico per valutare il rischio e considerare di posticipare il viaggio

  • Le donne in stato di gravidanza che si recano in zona endemica per Zika dovrebbero praticare l’astinenza sessuale o avere rapporti sessuali protetti per tutta la durata della gravidanza

  • Il partner di una donna incinta che viaggia in un'area con un focolaio di Zika, deve usare mezzi di protezione meccanica durante i rapporti sessuali per tutta la durata della gravidanza.

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