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Sulle malattie prioniche

Le malattie prioniche sono malattie cerebrali degenerative, progressive, mortali e incurabili.

I tipi prominenti comprendono:


  • Malattia di Creutzfeldt-Jakob, considerata un esempio tipico (solitamente sporadica)

  • Variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (acquisita mangiando carne contaminata da prioni)

  • Prionopatia variabile proteasi sensibile (sporadica)

  • Sindrome di Gerstmann-Sträussler-Scheinker (ereditaria)

  • Kuru (acquisito tramite cannibalismo rituale)


Un tipo identificato recentemente è la malattia da prioni associata a diarrea e neuropatia autonomica, che viene ereditata.

Le malattie prioniche derivano da un anomalo ripiegamento di una proteina normalmente espressa sulla superficie di molte cellule cerebrali chiamata proteina cellulare prionica (PrPC), la cui funzione esatta è sconosciuta. Le proteine prioniche mal ripiegate sono chiamate prioni o scrapie PrP (PrPSc, dal nome del prione prototipo di pecora).





I prioni (PrPSc) sono patogeni e spesso contagiosi. Essi producono malattie da prioni per:


  • Auto-replica: PrPSc induce la trasformazione conformazionale della PrPC, e la creazione di duplicati PrPSc, che, in una reazione a catena, inducono un'ulteriore trasformazione di PrPC in PrPSc. Questo processo di trasformazione si estende da PrPSc a diverse regioni del cervello.

  • Causare la morte delle cellule neuronali

  • Essere trasmissibili


La PrPC normale è solubile in acqua e sensibile alla proteasi, ma una grande percentuale di PrPSc è insolubile in acqua e notevolmente resistente alla degradazione della proteasi (così come accade per le placche di beta-amiloide nella malattia di Alzheimer, a cui la PrpSc somiglia), si assisterà a un accumulo cellulare dei prioni, lento ma inarrestabile, con conseguente induzione della morte delle cellule neuronali. Ciò si accompagna alla gliosi e alla formazione di caratteristici vacuoli (tessuto spongiforme), determinando demenza e altri deficit neurologici. Nelle malattie prioniche acquisite, la sintomatologia si sviluppa dopo mesi o anni dall'esposizione iniziale al PrPSc.

Le malattie da prioni devono essere considerate in tutti i pazienti con demenza, specialmente nei casi in cui si assiste a una rapida progressione.


Trasmissione delle malattie prioniche

Le malattie da prioni hanno origine:

  • Sporadicamente (a quanto pare a partenza spontanea, senza una causa nota)

  • Via patrimonio genetico (familiare)

  • Via trasmissione infettiva

Le malattie prioniche sporadiche sono le più frequenti, con incidenza annuale in tutto il mondo di circa 1/1 milione di persone. Non è noto da dove derivi la proteina prionicaSc. Le malattie prioniche familiari sono causate da difetti del gene PrP, contenuto nel braccio corto del cromosoma 20. Le mutazioni genetiche che causano malattie da prioni sono autosomiche dominanti; ossia, che causano la malattia quando sono ereditate da un solo genitore. Inoltre, la penetranza è variabile; ossia, a seconda del tipo di mutazione, una percentuale variabile di portatori della mutazione presenta segni clinici della malattia durante la loro vita. Esistono più di 50 mutazioni.

Ad oggi, i ricercatori hanno identificato solo una mutazione che causa la forma familiare di insonnia fatale. Le mutazioni geniche di PrP alterano la sequenza aminoacidica di PrPC, determinandone un'alterata conformazione in PrPSc. Piccole anomalie in specifici codoni (sequenze nucleotidiche che sono i blocchi costitutivi del gene), che da sole non causano malattie, possono determinare i sintomi predominanti e la velocità di progressione della malattia familiare e altre malattie prioniche. Le malattie da prioni trasmesse tramite contagio sono rare. Possono essere trasmesse

  • Da persona a persona: per via iatrogena in seguito a trapianti di organi e tessuti, all'uso di strumenti chirurgici contaminati, o, raramente, tramite trasfusioni di sangue (come nella variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob); o tramite cannibalismo (come nel kuru)

  • Da animale a persona: via ingestione di carne di manzo contaminata (come nella variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob)

Le malattie da prioni non sono note per essere contagiose attraverso un contatto casuale da persona a persona. Le malattie da prioni si riscontrano in molti mammiferi (p. es., visoni, alci, cervi, pecore e bovini domestici) e possono essere trasmesse tra le specie attraverso la catena alimentare. Tuttavia, la trasmissione dagli animali all'uomo è stata osservata solo nella variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, dopo che la gente ha consumato la carne di bovini affetti da encefalopatia spongiforme bovina (o morbo della mucca pazza). In diversi stati degli Stati Uniti occidentali, in Canada, e ora in Corea del Sud e in Norvegia, si teme che la malattia da deperimento cronico, la malattia da prioni di alci e cervi, possa essere trasmissibile alle persone che cacciano, macellano, o mangiano gli animali affetti. Sebbene la trasmissione della malattia da deperimento cronico dagli animali all'uomo sia improbabile, dati recenti indicano che le barriere tra le specie possono essere indebolite quando la malattia da deperimento cronico è stata trasmessa da animale ad animale più volte.


Il trattamento? Terapia di supporto. Non esistono trattamenti per le malattie prioniche. Il trattamento è di supporto. I pazienti devono essere incoraggiati a preparare le direttive anticipate poco tempo dopo la diagnosi di malattia. La consulenza genetica può essere raccomandata per i familiari dei pazienti con una malattia familiare prionica.Prevenzione delle malattie prioniche I prioni resistono alle tecniche standard di disinfezione e possono costituire un rischio per gli altri pazienti e per chirurghi, patologi o tecnici che manipolano i tessuti o gli strumenti contaminati. La trasmissione può essere prevenuta prendendo precauzioni quando si manipolano tessuti infetti e utilizzando tecniche appropriate per pulire gli strumenti contaminati.







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