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MALATTIE PROFESSIONALI: I RISCHI CONNESSI ALL’ESPOSIZIONE A FORMALINA

Nel settore sanitario la sicurezza dei lavoratori dovrebbe rappresentare una priorità assoluta, rivestendo un ruolo imprescindibile per il benessere e la salute della collettività. Eppure, sono ancora presenti pericoli e rischi che richiedono la massima attenzione e interventi urgenti al fine di ridurre l’insorgenza di gravi malattie professionali. Uno di questi pericoli è rappresentato dall'esposizione alla Formalina, una sostanza a base di formaldeide utilizzata come fissativo istologico nelle strutture ospedaliere e di laboratorio.

Se l'importanza di una corretta fissazione dei campioni istologici risulta indispensabile per una diagnosi accurata, il pericolo legato all'esposizione professionale alla Formalina non può essere sottovalutato. I lavoratori sanitari che entrano in contatto con questa sostanza durante le procedure di fissazione dei campioni sono esposti a rischi significativi. Dai dati pubblicati dal National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) risulta che gli operatori del settore sanitario esposti alla Formalina hanno il rischio 5 volte superiore alla media di sviluppare gravi forme tumorali. Inoltre, studi autorevoli hanno dimostrato che la prolungata esposizione alla formaldeide incide sul deterioramento cognitivo e sull’insorgenza della leucemia mieloide.

Da una recente revisione, che ha analizzato 630 articoli riguardanti l’associazione esistente tra lo sviluppo di patologie e l’esposizione alla formaldeide, è emersa una significativa correlazione con l’insorgenza di asma e malattie neoplastiche, tra cui il tumore rinofaringeo. Inoltre, la revisione degli studi ha evidenziato, seppur più marginalmente, l’associazione tra esposizione a formaldeide e cancro.

La pericolosità della sostanza, infatti, ha trovato progressivo riconoscimento anche dal punto di vista normativo, con forti limitazioni alla commercializzazione e all’utilizzo. In particolare, nell’area europea la formaldeide è classificata come cancerogeno, mutageno, tossico acuto, corrosivo e sensibilizzante per la pelle. Nel corso degli anni, le istituzioni europee hanno introdotto normative sempre più stringenti per limitare l'utilizzo della Formalina, da cui derivano precisi obblighi di tutela della salute dei lavoratori a contatto con la sostanza. In particolare, è previsto l’obbligo imposto al datore di lavoro di evitare o ridurre l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro sostituendolo, se tecnicamente possibile, con una sostanza meno nociva.

L’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), ha da tempo riconosciuto la gravità della problematica relativa all’insorgenza di gravi malattie professionali provocate dall’utilizzo di formaldeide, raccomandando l’adozione di misure organizzative adeguate a prevenire e ridurre l’esposizione. A tal fine risulta fondamentale sviluppare e promuovere l'esistenza di alternative sicure che, se adottate, potrebbero tutelare la salute di migliaia di lavoratori.

Con questa missione, lo spin-off universitario Addax Biosciences di Torino ha sviluppato dopo anni di ricerca un fissativo istologico innovativo (GAF), che garantisce la precisione diagnostica perché presenta la medesima efficacia della Formalina, ma risulta privo di cancerogenicità. Il fissativo ha superato trial clinici di validazione indipendenti e internazionali che ne hanno confermato l'efficacia e la sicurezza per i lavoratori che ne entrano in contatto, senza la necessità di dotarsi dei dispositivi obbligatori per l'esposizione a Formalina. Lo sviluppo di un fissativo istologico innovativo non cancerogeno rappresenta una svolta dirimente nel progetto di eradicazione della sostanza tossica dagli ospedali, a tutela degli operatori sanitari che attualmente ne subiscono l'esposizione. 

L’adozione di un fissativo alternativo alla Formalina avrebbe un forte impatto sociale: consentirebbe di salvaguardare la salute dei lavoratori del settore medico-sanitario che, ad oggi, sono esposti al rischio di sviluppare forme tumorali, patologie a carico del sistema respiratorio, oltre ad eczemi e irritazioni oculari. Inoltre, renderebbe possibile ridurre l’impatto ambientale dei vapori cancerogeni della Formalina assorbiti dalle cappe in laboratorio e parzialmente rilasciati nell'aria, senza compromettere la precisione diagnostica garantita ai pazienti attraverso la fissazione ottimale dei tessuti da sottoporre a biopsia a livello strutturale e molecolare.

L’auspicabile sostituzione della sostanza genererebbe importanti benefici sulla salute dei lavoratori, dei pazienti e sull'ambiente. Inoltre, per il settore sanitario avrebbe riflessi positivi anche dal punto di vista economico, grazie al risparmio derivante dalla superfluità dell’installazione e manutenzione delle cappe (ad oggi, invece, necessarie in laboratorio per aspirare i vapori cancerogeni) e di altri dispositivi che mirano a contenere parzialmente l’esposizione dei lavoratori alla sostanza, oltre a ridurre i costi del complesso smaltimento che, a causa della sua severità tossicologica, è previsto per la Formalina.

La transizione verso l'uso di prodotti alternativi alla Formalina, anche a fronte dell'incremento delle malattie professionali denunciate, risulta ormai inderogabile e urgente: è essenziale che tutte le strutture sanitarie e di laboratorio si impegnino a tutelare la salute dei lavoratori.


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