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Eosinofilia: approfondimento

Come detto precedentemente l’eosinofilia può essere associata a varie patologie. Scopriamo quali sono nel seguente articolo

Quali sono le malattie più frequentemente riscontrate?

Qui di seguito si riportano le malattie più comunemente riscontrate in associazione all’ipereosinofilia:

  • Asma associata ad ipereosinofilia: generalmente nell’oculorinite e nell’asma allergiche, l’eosinofilia periferica è lieve (< 1500 cellule/mm3). Nei pazienti asmatici con maggiore eosinofilia (> 1500 cell/mm3) è necessario considerare altre patologie concomitanti, come l’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA) o la granulomatosi eosinofila con poliangite (EGPA, una volta denominata sindrome di Churg-Strauss). L’ABPA è caratterizzata da asma non controllato, eosinofilia, netto aumento delle IgE totali, positività del prick-test per Aspergillo e/o presenza di IgE specifiche per Aspergillo, presenza delle IgG (precipitine) specifiche per Aspergillo, infiltrati polmonari, formazione di bronchiectasie dei grossi bronchi. La sindrome di Churg Strauss è una vasculite dei vasi di piccolo-medio calibro associata, nel 50% dei casi, alla presenza degli anticorpi anti citoplasma dei neutrofili (ANCA);

  • Eosinofilia indotta da farmaci: è probabilmente la causa più comune di eosinofilia secondaria. I farmaci più frequentemente coinvolti sono l’aspirina, i sulfamidici, la nitrofurantoina, le penicilline e le cefalosporine. L’eosinofilia si può sviluppare senza altre manifestazioni (ad esempio in assenza di eruzioni cutanee o febbre), oppure può essere associata a quadri clinico-patologici che coinvolgono un singolo organo (come nefrite interstiziale eosinofila da beta-lattamine, infiltrato polmonare semplice, il primo caso anche senza eosinofilia periferica, ma con eosinofiluria) o più organi, in modo drammatico, come nel caso della DRESS (sindrome ipereosinofila con manifestazioni sistemiche correlata a farmaci, particolarmente gli anticonvulsivanti e l’allopurinolo);

  • Malattie immuno-reumatologiche: l’eosinofilia può raramente accompagnare alcune malattie immunoreumatologiche, come la dermatomiosite, l’artrite reumatoide grave, la sclerosi sistemica progressiva, o la sindrome di Sjögren complicata da polimiopatia e vasculite.

  • Sindrome ipereosinofila idiopatica (HES): si riferisce ai casi di ipereosinofilia non secondaria ad altre malattie, caratterizzata, oltre cha dall’aumento degli eosinofili circolanti, dai danni correlati all’infiltrazione tessutale eosinofila. I pazienti possono presentare varie combinazioni di sintomi e di segni di danno d’organo mediato dagli eosinofili. In molti pazienti l’insorgenza dei sintomi è insidiosa e l’eosinofilia viene rilevata incidentalmente. Talora, per contro, le manifestazioni iniziali possono essere anche gravi e pericolose per la vita a causa della rapida evoluzione delle complicanze cardiache e/o neurologiche. Le manifestazioni cliniche possono essere sia aspecifiche (tosse, sudorazione notturna, astenia, inappetenza, perdita di peso) che direttamente correlate all’organo e/o agli organi colpito/i.

  • Sindromi ipereosinofile associate a coinvolgimento di singolo organo (HES overlap): i pazienti con questa patologia presentano eosinofilia periferica ≥ 1500/mm3 e il coinvolgimento flogistico eosinofilo di un singolo organo. Sono esempi di sindrome ipereosoinofila associata a coinvolgimento di singolo organo la polmonite eosinofila e gastroenterite eosinofila.

Che cos’è la polmonite eosinofila?

Sono riconosciute due forme di polmonite eosinofila idiopatica: quella semplice e quella cronica.

La polmonite eosinofila semplice (infiltrato polmonare di Loeffler) è caratterizzata dalla fugace comparsa di addensamenti polmonari (durata di 5-10 giorni, in assenza di terapia). La causa più comune è una reazione a farmaci, soprattutto FANS e antimicrobici. La prognosi è ottima. Il problema clinico può essere quello della diagnosi differenziale con le cause infettive degli addensamenti polmonari.

Invece, la polmonite eosinofila cronica è caratterizzata dalla comparsa di dispnea, tosse e febbre nell’arco di tempo che va da tre settimane a diversi mesi e dalla presenza di un marcato accumulo di eosinofili a livello polmonare. Raramente, la polmonite eosinofila cronica precede la sindrome di Churg-Strauss. L’eosinofilia periferica è presente nel 90% dei casi. Questa malattia, a eziologia sconosciuta, è sensibile ai corticosteroidi, raramente si risolve spontaneamente e spesso recidiva. Il lavaggio bronco-alveolare è un’ulteriore conferma della diagnosi e spesso mostra una eosinofilia superiore al 25%.



Quando si parla di gastroenteriti eosinofile?

I segni e i sintomi della gastroenterite eosinofila sono correlati al grado e al tipo di coinvolgimento della parete intestinale da parte dell’infiltrazione eosinofila.

La gastroenterite mucosa è la varietà più comune e si presenta con caratteristiche di malassorbimento e di enteropatia protido-disperdente.

I sintomi più comuni sono il dolore addominale, la nausea, il vomito, la diarrea e la perdita di peso. Si possono anche riscontrare ritardo di crescita e anemia. La gastroenterite può inoltre essere caratterizzata da interessamento flogistico eosinofilo coinvolgente prevalentemente lo strato muscolare del tratto gastrointestinale.

L’infiammazione ha come risultato l’ispessimento l’ispessimento e la rigidità intestinale, con sintomi di ostruzione intestinale quali nausea, vomito e distensione addominale. Sono stati registrati anche alcuni casi di insorgenza con quadro clinico di addome acuto.

La gastroenterite con interessamento prevalente della sottosierosa si presenta, invece, con ascite eosinofilo isolato oppure associato con i sintomi caratteristici del coinvolgimento mucosale o muscolare.

La colite eosinofila isolata non si accompagna ad ipereosinofilia periferica.

L’esofagite eosinofila non è considerata tra le HES organo specifiche in quanto l’eosinofilia ematica è lieve o assente.

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