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Ritenzione idrica: quando è spia di altri disturbi

Con il termine “ritenzione idrica” si indica la tendenza a trattenere liquidi nell’organismo e tale disturbo molto diffuso, colpisce milioni di persone, in modo particolare le donne. Per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sottovalutato. Al contrario la percentuale di acqua nell’organismo è un fattore importante di prevenzione per altri disturbi. Le conseguenze della ritenzione idrica non rappresentano soltanto un danno di tipo estetico, ma è causa di fastidiosi problemi che tendono a cronicizzarsi.


Il problema può essere dovuto a gravi patologie come disfunzioni renali o cardiache, infiammazioni croniche e reazioni allergiche. Tuttavia il principale responsabile della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici. Cercare di arginare il problema è possibile, abbinando attività fisica a cibi che aiutino a contrastarla.

La ritenzione di liquidi è un tipico segno dell’insufficienza cardiaca, sia essa acuta oppure cronica ed è anche una delle complicazioni di varie malattie epatiche. Altre patologie correlate alla ritenzione idrica sono insufficienza renale, intolleranze alimentari e ipotiroidismo.





In assenza di patologie importanti il sovrappeso rallenta la diuresi e favorisce il ristagno di questi fluidi che è generalmente superiore nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).

Il segno principale della ritenzione idrica è l’edema, una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.





Oggi esistono tecniche di valutazione e prevenzione, come l’analisi bioimpedenziometrica (BIVA), grazie alle quali è possibile verificare il grado di ritenzione idrica in una persona. È una tecnica che permette la valutazione della composizione corporea e lo stato di idratazione tramite la misura in continuo delle proprietà elettriche dei tessuti. In particolare, è possibile ottenere vari parametri: acqua extracellulare (ECW), acqua intracellulare (ICW), massa cellulare (BCM), massa magra (FFM), massa grassa (FM), metabolismo basale correlato alla massa cellulare: i valori normali sono compresi tra il 40% e il 48% nella fascia di età compresa fra i 30 e i 50 anni. Sulla base degli esiti dell'esame si procede a seconda dei casi con dei piani alimentari mirati.

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