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  • Immagine del redattoreGruppo Sadel

Angioedema: tutto ciò che c’è da sapere!

Si tratta di un edema non infiammatorio, dovuto ad eccessiva fuoriuscita di plasma dai capillari localizzati negli strati profondi della cute e delle mucose.

Che cosa si intende per angioedema?

L’angioedema consiste in un improvviso e transitorio rigonfiamento di una zona limitata di derma, tessuto sottocutaneo, mucosa e sottomucosa, accompagnato o meno da orticaria. Infatti, può insorgere in minuti o in ore e può durare da 12 ore a 3-4 giorni.

Le sedi più comuni dell’angioedema sono:

  • Le palpebre

  • Il viso

  • Le labbra

  • Le mani

  • I piedi

  • I genitali

  • La lingua

  • La laringe

  • L’intestino

L’angioedema può associarsi o meno all’orticaria.

Come si manifesta?

Quando l’angioedema insorge rapidamente, nel giro di minuti, associato ad orticaria e ad altri sintomi, come mancanza di fiato, dolore addominale e diarrea, calo della pressione, rientra nelle manifestazioni dell’anafilassi ed impone un rapido trattamento e una rapida individuazione della causa scatenante come cibi, farmaci o puntura di insetto.

Molto più enigmatica è la diagnosi differenziale dell’angioedema isolato (senza orticaria). Questa forma di angioedema richiede una accurata valutazione immuno-allergologica, in quanto potenzialmente pericoloso.

Quanto è importante la visita con lo specialista in Immunologia Clinica ed Allergologia?

Attraverso un’accurata anamnesi lo specialista metterà in rilievo la frequenza degli episodi di angioedema, la loro sede, la durata, l’eventuale associazione con altri sintomi, in particolare sintomi addominali, le patologie concomitanti (ipertensione, diabete, malattie autoimmunineoplasie) e le relative terapie in corso, l’eventuale familiarità.

Sulla base dell’anamnesi lo specialista potrà già consigliare la sospensione di farmaci che il paziente assume (anche da tempo) per le patologie concomitanti. Infatti, è noto che alcune classi di farmaci, come gli ACE inibitori, ma non solo, possono scatenare episodi di angioedema.

Lo specialista, qualora lo ritenga indicato in base all’anamnesi, consiglierà accertamenti specifici volti ad individuare forme di angioedema ereditario, legate alla carenza di un fattore plasmatico che regola la fuoriuscita del plasma dai vasi o forme di angioedema acquisito, quali si riscontrano in corso di connettiviti (malattie autoimmuni) o di disordini linfoproliferativi.



I pazienti che riceveranno la diagnosi di angioedema ereditario o acquisito saranno opportunamente istruiti sul tipo di terapia da seguire in corso di attacco di angioedema, ricordando che in queste forme di angioedema non sono utili né gli antistaminici, né i corticosteroidi. Gli stessi pazienti saranno inoltre edotti sulla strategia terapeutica da seguire per prevenire gli attacchi, compreso il recente anticorpo monoclonale Lanadelumab, che inibisce l'attività della callicreina plasmatica, enzima il cui aumento di attività porta ad attacchi improvvisi nei pazienti con angioedema ereditario.

Nei casi di angioedema che si manifesti frequentemente (esempio una volta a settimana), e che, per sede e durata, suggeriscano allo specialista la forma cosiddetta istaminergica (causata cioè da un incontrollato rilascio di istamina) potrà essere consigliata la profilassi antistaminica, che consiste nell’assunzione, da parte del paziente, di una regolare terapia antistaminica, valutandone l’efficacia nel prevenire gli episodi dopo circa 8 settimane. In altri casi di angioedema non ereditario, refrattario alla terapia e alla profilassi antistaminica (cosiddetto angioedema non istaminergico) lo specialista consiglierà strategie di terapia e profilassi ad hoc, come l’acido tranexamico.

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